mercoledì 29 dicembre 2010

Attentato a Fini: trapelano i dettagli dalla Procura

Lo schema era semplice e poggiava sulla conoscenza del tipo d’uomo, del quale era noto il fatto d’essere incapace di pensiero proprio ma bravo ad articolare quello degli altri.

Quindi, osservatolo come propalatore delle idee di Almirante prima e di Tatarella poi, il piano per colpire l’individuo è stato quello di farlo imboccare da compiacenti consiglieri per fargli decretare la nascita del Popolo delle Libertà come “comiche finali” per poi farlo correre sul predellino a far parte del progetto in vista delle politiche del 2008.

Poi, fattolo cofondatore del partito, gli astuti manovranti l’hanno messo di peso in trincea a dire esattamente il contrario di quanto diceva il socio ogni qual volta questi apriva bocca.

Infine, hanno assestato il colpo all’uomo facendolo costituire in Gruppo politico nell’ambito del Parlamento con promessa d’esser parte della coalizione senza alcuna intenzione di accasarsi fuori dal centrodestra, con pubblica dichiarazione che mai avrebbe potuto votar sfiducia al governo per poi fargliene presentar mozione di sfiducia contro e portarlo alla conta per vedersela bocciare.

Piano riuscito, ora di Fini si dice essere fascista a sinistra e badogliano a destra. In sintesi, è stato bruciato.

Nell’inchiesta della Procura, i dettagli del piano, i nomi degli esecutori e il sospetto sul mandante del delitto perfetto.

Luca Procaccini

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