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mercoledì 15 dicembre 2010

Nuovo messaggio di Fini su YouTube

Quando montava l’inchiesta sulla casa di Montecarlo del partito di AN fatta girare sulla carta per poi finire nella disponibilità del cognatino, Fini pensava che tutto si sgonfiasse senza neanche il bisogno di un chiarimento.

Poi, incalzato da quantità industriali di prove, manco fosse Bin Laden, si affidò al video messaggio per dire che nulla sapeva, che al massimo si rimproverava d’esser stato un po’ distratto e che se ce ne fosse stata prova della proprietà della casa in capo al congiunto avrebbe rassegnato dimissioni dall’alto scranno.

Poi sullo scranno è rimasto seduto ed a dispetto del bon ton istituzionale da lì, ascoltando Bocchino, col suo ditino alzato ha prima fatto un gruppo parlamentare ma ha detto che mai avrebbe fatto un partito.

Poi ha fatto un partito ma ha detto che mai avrebbe fatto opposizione perché rimaneva come terza gamba della maggioranza.

Poi ha votato la fiducia al governo ma ha presentato una mozione di sfiducia.

Poi gli è stata bocciata la mozione e ha dichiarato d’essere col suo partito all’opposizione, ma ha detto che non è stata sconfitta politica la sua ma solo numerica.

Si preannuncia messaggio YouTube ove l’uomo al massimo si rimprovererà d’esser stato un po’ distratto nella gestione del Bocchino, e in caso di prova della sconfitta politica se ne assumerà  responsabilità con le dimissioni, ma mai dalla carica di Presidente della Camera.

Luca Procaccini

venerdì 30 aprile 2010

Fini doveva saperlo: non basta un Bocchino per far cadere Berlusconi

Ormai è chiara la strategia finiana: scatenare il più dirompente Bocchino per ottenere le dimissioni di Berlusconi.

Ma è opera da insulso. Dopo i fatti della D’Addario e delle escort, i festini a palazzo Grazioli e a villa Certosa, tutti sapevano che non sarebbe bastato un Bocchino a far cadere Berlusconi.

Luca Procaccini

lunedì 22 febbraio 2010

Nella guerra interna al PdL, la Campania val solo un Bocchino

Cinque anni addietro la conquista della Campania è stata affidata dal centrodestra al giovane dal cognome più difficile per vivere in quella regione.  E allora delle due l’una, o si riteneva già persa la competizione e dettaglio di tal fatta era secondario nell’era della comunicazione che viviamo, oppure il giovane era necessariamente tosto. Per provenienza politica (MSI prima che AN), e per la palestra di vita che s’è dovuto fare per portare il nome. Poi, si sa, l’urna premiò di nuovo Bassolino, e Italo veniva chiamato dall’elettorato al difficile compito di controllore. Di fronte all’arduo compito, dimissioni e vita comoda in Parlamento.

Quindi, dato l’esito dell’avventura del Bocchino trombato, si è legittimati a credere più verosimile la prima ipotesi formulata. Poi, il candidato di oggi e la domanda che si fa l’elettore del centrodestra. Il nome è apposto e non evoca nulla di pruriginoso: Caldoro. Quanto a provenienza politica, niente di più consono all’elettore indigeno abituato a non prender mai posizione per potersi smarcare dal patentino attribuitogli col voto e passar, all’uopo, dall’altra parte: Partito Socialista, presente in ogni schieramento politico, da sinistra e libertà e fino al Pdl, con diverse formule e con ognun di loro che dice d’esserne erede delle idee e tradizioni.

Tutto bene, non fosse che il tempo cambia le cose e l’elettore cerca sicurezza e decisione. E la sinistra candida il vero uomo di destra: De Luca, detto “lo sceriffo”.

Quindi, la scoperta degli ultimi giorni leggendo i giornali: Berlusconi è incazzato per i giochi di potere all’interno del partito, e gli indizi portano al Bocchino che ha tramato fino al punto di averla vinta su Cosentino, il Coordinatore Regionale dimissionario perché non voleva tra i piedi l’accordo con l’UdC in Campania, e perché avrebbe detto di La Russa e Verdini che son morti che camminano in preparazione del cambio al vertice del partito che lo vedrebbe al comando, al posto dei due, con Bondi.
Povero Caldoro, il rischio è che faccia parte di un disegno e che alla fine valga meno di un Bocchino.

Luca Procaccini