Vent’anni di raduni a Pontida con la secessione per parola d’ordine. Però, se all’inizio era la festa di un movimento tribale senza nessuna particolare pretesa, oggi di tribale c’è rimasto solo il trattamento riservato all’indiano. Come al tempo della scoperta dell’America, quando i nativi ricchi d’oro lo cedevano agli ispanici in cambio di vetrini colorati dall’infimo valore, la tribù leghista oggi cede un validissimo consenso elettorale per l’illusione di qualcosa di sostanzioso.
Li lasciano giocare con l’inno di Mameli, la nazionale di calcio da turlupinare e, per far vedere qualcosa di luccicante come i vetrini colorati, col federalismo meteorologico (chiesto da Zaia lo scorso giovedì), ed il ministero per l’attuazione del federalismo varato proprio ieri e oggi affossato a Pontida dallo stesso Bossi che dice d’esser lui l’unico ministro della materia.
A quanto pare al grande capo piace così, fa nulla se quasi a metà mandato il federalismo rischia d’essere affossato dalla stretta finanziaria appena varata. Non è tutto oro quel che luccica, a volte è solo vetro.
Luca Procaccini
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domenica 20 giugno 2010
mercoledì 11 novembre 2009
Accordo sulla riforma della Giustizia: ecco i punti fermi posti da Berlusconi, Bossi e Fini
Più di 100 procedimenti e oltre 900 magistrati che si sono occupati di lui e del suo gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 2560 udienze in 15 anni e fiumi di soldi anche per consulenti. Processi per corruzione alla guardia di finanza e in atti giudiziari, abuso edilizio, irregolarità nei diritti televisivi e nella cessione di calciatori, abuso dei voli di Stato e chi più ne ha più ne metta. E Berlusconi picchia i pugni sul tavolo perché si faccia una riforma della giustizia che lo metta al riparo dal processo Mills e da qualche altra iniziativa delle procure italiche.
Minaccia di rivolte armate contro Roma ladrona, processioni a Ponte di Legno e sul Po da 20 anni, processi per vilipendio della bandiera e delle cariche dello Stato, canottiera da muratore, fallo sempre duro e ictus che quasi lo stecchiva. E Bossi picchia i pugni sul tavolo perché si faccia il federalismo.
Postfascista, aennino e poi nel partito del predellino. Mussolini statista e fascismo male assoluto. Programma elettorale ed elezione al Parlamento. Terza carica dello Stato imparziale e sincero democratico. Posizioni diversificate e richiesta di un partito di tutti e non del capo. E Fini picchia i pugni sul tavolo perché si sentano gli applausi della sinistra.
Ognuno è quel che fa e ha le sue priorità, ma l’accordo è fatto e nasce il processo breve.
Sandro Sisler
Minaccia di rivolte armate contro Roma ladrona, processioni a Ponte di Legno e sul Po da 20 anni, processi per vilipendio della bandiera e delle cariche dello Stato, canottiera da muratore, fallo sempre duro e ictus che quasi lo stecchiva. E Bossi picchia i pugni sul tavolo perché si faccia il federalismo.
Postfascista, aennino e poi nel partito del predellino. Mussolini statista e fascismo male assoluto. Programma elettorale ed elezione al Parlamento. Terza carica dello Stato imparziale e sincero democratico. Posizioni diversificate e richiesta di un partito di tutti e non del capo. E Fini picchia i pugni sul tavolo perché si sentano gli applausi della sinistra.
Ognuno è quel che fa e ha le sue priorità, ma l’accordo è fatto e nasce il processo breve.
Sandro Sisler
domenica 8 novembre 2009
Bersani-Bossi: prove d’inciucio anti-Berlusconi
Bello il discorso di Bersani. Vuole il superamento del bicameralismo perfetto, il Senato federale, la riduzione del numero dei parlamentari e il rafforzamento delle funzioni reciproche di Governo e Parlamento.
Originale la proposta di Bersani, questa era la legge di modifica della Costituzione approvata da Berlusconi, col suo precedente Governo, e affossata dal referendum nell’ambito del quale Bersani tanto s’è speso perché la legge fosse bocciata.
Coerente il discorso di Bersani. Vuole accordo con chiunque possa dargli il numero di deputati necessario ad avere la fiducia per governare il Paese.
Fa nulla che le idee siano quelle portate da Berlusconi e targate Bossi, e che abbia voluto contrastarle adducendo che la riforma della Costituzione si fa anche con l’opposizione altrimenti col referendum si viene puniti. E fa nulla che la precedente riforma Costituzionale l’aveva fatta il centrosinistra di Prodi senza concertarla con l’opposizione di centrodestra.
Pur di ottenere il potere a sinistra si fa tutto e il contrario di tutto. Anche dire che quello che è stato fatto dal centrodestra, e cancellato dal centrosinistra, ora è il programma del centrosinistra.
Evidentemente, il fine giustifica i mezzi e si può dare via “i ciapp” all’occorrenza. Anzi no, per questo nel partito c’è chi addirittura paga.
Luca Procaccini
Originale la proposta di Bersani, questa era la legge di modifica della Costituzione approvata da Berlusconi, col suo precedente Governo, e affossata dal referendum nell’ambito del quale Bersani tanto s’è speso perché la legge fosse bocciata.
Coerente il discorso di Bersani. Vuole accordo con chiunque possa dargli il numero di deputati necessario ad avere la fiducia per governare il Paese.
Fa nulla che le idee siano quelle portate da Berlusconi e targate Bossi, e che abbia voluto contrastarle adducendo che la riforma della Costituzione si fa anche con l’opposizione altrimenti col referendum si viene puniti. E fa nulla che la precedente riforma Costituzionale l’aveva fatta il centrosinistra di Prodi senza concertarla con l’opposizione di centrodestra.
Pur di ottenere il potere a sinistra si fa tutto e il contrario di tutto. Anche dire che quello che è stato fatto dal centrodestra, e cancellato dal centrosinistra, ora è il programma del centrosinistra.
Evidentemente, il fine giustifica i mezzi e si può dare via “i ciapp” all’occorrenza. Anzi no, per questo nel partito c’è chi addirittura paga.
Luca Procaccini
venerdì 10 aprile 2009
Alla Lega ormai ce l’hanno moscio
Quelli della Lega si dichiaravano duri e puri. Urlavano “Roma ladrona” e “Padania libera”. Dicevano pure di avercelo duro. Mentivano. Fanno lo stesso mestiere degli altri. Solo così si spiega l’avversione della Lega al referendum sulla legge elettorale che dovrà pur tenersi, e che ogni logica vorrebbe si celebrasse in occasione della consultazione per le elezioni al Parlamento europeo. Invece no, La lega non vuole l’accorpamento perché, così, si raggiunge il quorum e passa il referendum. Risultato, niente premio di maggioranza alla coalizione ma solo alla lista.
Quindi, non basterà essere alleati del PdL per avere il premio e mandare più leghisti in Parlamento, a Roma. Quello che era il simbolo della politica che spogliava il Nord. Come Craxi che invitava l’elettorato ad andare al mare anziché a votare il referendum, la Lega vuole evitare che si voti contemporaneamente per le europee e per il referendum. Così, quando sarà il turno del referendum, come Craxi anche Bossi potrà invitarci ad andare al mare. Ma con l’aggravante di aver appesantito le casse dello Stato con il costo della nuova consultazione. Circa 400 milioni di euro che, se è vero che il 70% del prelievo fiscale proviene dalle regioni del Nord, peseranno per 280 milioni sui polentoni. E tutto questo per qualche poltrona in più.
Mi si è ammosciato anche a me.
Luca Procaccini
Quindi, non basterà essere alleati del PdL per avere il premio e mandare più leghisti in Parlamento, a Roma. Quello che era il simbolo della politica che spogliava il Nord. Come Craxi che invitava l’elettorato ad andare al mare anziché a votare il referendum, la Lega vuole evitare che si voti contemporaneamente per le europee e per il referendum. Così, quando sarà il turno del referendum, come Craxi anche Bossi potrà invitarci ad andare al mare. Ma con l’aggravante di aver appesantito le casse dello Stato con il costo della nuova consultazione. Circa 400 milioni di euro che, se è vero che il 70% del prelievo fiscale proviene dalle regioni del Nord, peseranno per 280 milioni sui polentoni. E tutto questo per qualche poltrona in più.
Mi si è ammosciato anche a me.
Luca Procaccini
martedì 10 marzo 2009
A Umberto Bossi la laurea ad honorem in economia
Con la crisi che c’è stata in America, le banche hanno chiuso i cordoni della borsa e gli imprenditori si sono trovati senza liquidità dall’oggi con il domani. Questo in Italia, dove i mutui subprime neanche sappiamo cosa sono. Ma tant’è, l’imprenditore si sente dire che con gli accordi di “Basilea 2” più tosto che con la classificazione nel rating finanziario, ghe n’è minga per nessuno. E allora l’imprenditore senza moneta che cosa fa? Riduce i costi. Quindi licenzia.
Lo vedono tutti. Eppure Premier, Ministri delle Finanze e Governatori della Banca d’Italia danno fiato alle trombe per garantire le Banche, in caso di bisogno di pecunia, col ricco intervento dello Stato. Tutti bravi, ma all’imprenditore cosa ne viene se non s’impone alla banca di non segare i nervi con “Basilea 2 e rating finanziario”? Nulla.
Ed ecco dal Bossi che non t’aspetti l’osservazione: interveniamo sul sistema bancario ma a condizione che aprano i cordoni delle borse in favore delle imprese. Tanti soloni a parlare e poi uno con una scolarizzazione medio bassa, e anche un po’ "appesantito" dai postumi dell’accidente di salute, ti offre la soluzione del problema.
Bossi dottore in economia, anche se con laurea ad honorem, appare il più lucido dell’allegra brigata. Paura.
Sandro Sisler
Lo vedono tutti. Eppure Premier, Ministri delle Finanze e Governatori della Banca d’Italia danno fiato alle trombe per garantire le Banche, in caso di bisogno di pecunia, col ricco intervento dello Stato. Tutti bravi, ma all’imprenditore cosa ne viene se non s’impone alla banca di non segare i nervi con “Basilea 2 e rating finanziario”? Nulla.
Ed ecco dal Bossi che non t’aspetti l’osservazione: interveniamo sul sistema bancario ma a condizione che aprano i cordoni delle borse in favore delle imprese. Tanti soloni a parlare e poi uno con una scolarizzazione medio bassa, e anche un po’ "appesantito" dai postumi dell’accidente di salute, ti offre la soluzione del problema.
Bossi dottore in economia, anche se con laurea ad honorem, appare il più lucido dell’allegra brigata. Paura.
Sandro Sisler
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