Cesare Battisti, terrorista di sinistra dei Proletari armati per il comunismo, condannato in Italia all’ergastolo con sentenza passata in giudicato per quattro omicidi, arrestato in Brasile e richiesto dall’Italia per ospitarlo nelle patrie galere, s’è visto riconoscere lo status di rifugiato politico.
Il presidente Napolitano ha scritto al collega presidente brasiliano, ma nessuno ha risposto.
Il ministro degli Esteri italiano ritira l’ambasciatore dal Brasile e la rottura delle operazioni diplomatiche.
Ma non basta. Il passo successivo è l’embargo economico e, conoscendo il motore trainante dell’economia brasiliana, niente più migrazioni d’uccelli dall’Italia verso il Brasile e niente più tette e culi dal Brasile sulle nostre strade, L’effetto è garantito. A quanto pare lì tutto poggia su questo se anche il sistema di diritto è una presa per il culo.
Luca Procaccini
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sabato 1 gennaio 2011
mercoledì 18 novembre 2009
Battisti estradato in Italia. I motivi della decisione, lo sciopero della fame e il suo scopo
Cesare Battisti, terrorista di sinistra dei Proletari Armati per il Comunismo, condannato in Italia all’ergastolo con sentenze passate in giudicato per quattro omicidi, sfuggito alla pena prima rifugiandosi in Francia, poi in Messico e di nuovo in Francia perché ai tempi di Mitterrand gli era stato garantito, a lui come ad altri terroristi, lo status di rifugiato politico, era scappato in Brasile quando in Francia era stata accolta la richiesta d’estradizione del bandito verso l’Italia.
Così, dopo anni di latitanza in Brasile, veniva finalmente arrestato e, con buon senso manifesto da parte dei giudici brasiliani, gli era stato negato lo status di rifugiato politico ed era stata spianata la strada per l’estradizione verso l’Italia. Però, nonostante le decisioni dei magistrati del suo Paese, il ministro della Giustizia brasiliano aveva stabilito di riconoscere comunque lo status di rifugiato a Battisti motivando la decisione con il timore per la sua vita in caso di rientro dell’uomo in Italia.
Infine, dopo infiniti giri di carte bollate, i giudici brasiliani chiariscono che Battisti è condannato per i reati che ha commesso e non per le sue idee. Cioè, l’uomo è un delinquente comune e non un perseguitato politico. Quindi, biglietto di sola andata per l’Italia. Battisti, mai pentito e fastidiosamente saccente, reagisce con lo sciopero della fame. Speriamo sia per sempre.
Roberto Alboni
Così, dopo anni di latitanza in Brasile, veniva finalmente arrestato e, con buon senso manifesto da parte dei giudici brasiliani, gli era stato negato lo status di rifugiato politico ed era stata spianata la strada per l’estradizione verso l’Italia. Però, nonostante le decisioni dei magistrati del suo Paese, il ministro della Giustizia brasiliano aveva stabilito di riconoscere comunque lo status di rifugiato a Battisti motivando la decisione con il timore per la sua vita in caso di rientro dell’uomo in Italia.
Infine, dopo infiniti giri di carte bollate, i giudici brasiliani chiariscono che Battisti è condannato per i reati che ha commesso e non per le sue idee. Cioè, l’uomo è un delinquente comune e non un perseguitato politico. Quindi, biglietto di sola andata per l’Italia. Battisti, mai pentito e fastidiosamente saccente, reagisce con lo sciopero della fame. Speriamo sia per sempre.
Roberto Alboni
lunedì 11 maggio 2009
Battisti come Dio
Come nostro Signore può decidere quando farsi rendere l’anima, così Battisti aveva deciso per quelli passati a miglior vita perché lui aveva disposto così.
Come in Italia veniva emessa sentenza di condanna all’ergastolo, così Battisti andava in Francia e diventava scrittore famoso protetto dal Governo locale.
Come in Francia concedevano l’estradizione, così Battisti volava in Brasile e convinceva il governo locale della inadeguatezza e pericolosità del sistema di diritto Italiano.
Come in Brasile si accingono a determinarsi per l’estradizione del terrorista verso l’Italia, così Battisti dice che lì non arriverà vivo perché potrà scegliere il momento della propria morte.
Com’è vero che esiste il delirio d’onnipotenza.
Luca Procaccini
Come in Italia veniva emessa sentenza di condanna all’ergastolo, così Battisti andava in Francia e diventava scrittore famoso protetto dal Governo locale.
Come in Francia concedevano l’estradizione, così Battisti volava in Brasile e convinceva il governo locale della inadeguatezza e pericolosità del sistema di diritto Italiano.
Come in Brasile si accingono a determinarsi per l’estradizione del terrorista verso l’Italia, così Battisti dice che lì non arriverà vivo perché potrà scegliere il momento della propria morte.
Com’è vero che esiste il delirio d’onnipotenza.
Luca Procaccini
giovedì 29 gennaio 2009
Battisti, Brasile-Italia 2-0

Il Brasile nega l’estradizione in Italia del terrorista condannato all’ergastolo.
Il presidente della Repubblica Napolitano scrive un’accorata lettera all’omologo brasiliano.
Nessuna risposta.
Il ministro degli Esteri Frattini ritira l’ambasciatore italiano dal Brasile.
Lula (presidente brasiliano): "Per il nostro Governo, la questione è chiusa".
Il ministro per le Politiche comunitarie Ronchi scrive una lettera all’Ue.
Risposta del commissario alla giustizia della Commissione europea: “Non abbiamo alcuna base legale per intervenire”.
Il ministro della Difesa La Russa propone di "abolire l’amichevole" fra le nazionali di calcio di Italia e Brasile in programma a marzo, per protesta: "Non mi pare il caso di fare nulla di amichevole".
Finalmente facciamo vedere i muscoli.
Risposta: vittoria a tavolino. Due a zero per il Brasile.
[foto via flickr.com/photos/solapenna]
Luca Procaccini
martedì 20 gennaio 2009
Cesare Battisti in Italia: la sinistra fa ridere un po' ovunque

Cesare Battisti, terrorista di sinistra dei Proletari armati per il comunismo - condannato in Italia all’ergastolo con sentenze passate in giudicato per quattro omicidi, sfuggito alla pena prima rifugiandosi in Francia perché ai tempi di Mitterrand gli era stato garantito, a lui come ad altri terroristi, lo status di rifugiato politico - era poi scappato in Brasile quando in Francia era stata accolta la richiesta d’estradizione del bandito verso l’Italia.
Così, dopo anni di latitanza in Brasile, veniva finalmente arrestato e, con buon senso manifesto da parte dei giudici brasiliani, gli era stato negato lo status di rifugiato politico ed era stata spianata la strada per l’estradizione verso l’Italia. Però, nonostante le decisioni dei magistrati del suo Paese, il ministro della Giustizia brasiliano ha stabilito di riconoscere comunque lo status di rifugiato a Battisti motivando la decisione con il timore per la sua vita in caso di rientro dell’uomo in Italia. Come se Italia ci fosse la giustizia di un Paese sudamericano.
La crisi diplomatica parrebbe risolta, grazie all'intervento del presidente Napolitano, il quale ha spiegato al presidente Lula che Battisti non rischia nulla.
Tutti soddisfatti dunque, anche i simpatizzanti di sinistra che con la decisione presa dal ministro progressista brasiliano hanno tirato un sospiro di sollievo. Mal comune mezzo gaudio, non solo in Italia la sinistra fa ridere.
Sandro Sisler
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