venerdì 10 aprile 2009

Alla Lega ormai ce l’hanno moscio

Quelli della Lega si dichiaravano duri e puri. Urlavano “Roma ladrona” e “Padania libera”. Dicevano pure di avercelo duro. Mentivano. Fanno lo stesso mestiere degli altri. Solo così si spiega l’avversione della Lega al referendum sulla legge elettorale che dovrà pur tenersi, e che ogni logica vorrebbe si celebrasse in occasione della consultazione per le elezioni al Parlamento europeo. Invece no, La lega non vuole l’accorpamento perché, così, si raggiunge il quorum e passa il referendum. Risultato, niente premio di maggioranza alla coalizione ma solo alla lista.

Quindi, non basterà essere alleati del PdL per avere il premio e mandare più leghisti in Parlamento, a Roma. Quello che era il simbolo della politica che spogliava il Nord. Come Craxi che invitava l’elettorato ad andare al mare anziché a votare il referendum, la Lega vuole evitare che si voti contemporaneamente per le europee e per il referendum. Così, quando sarà il turno del referendum, come Craxi anche Bossi potrà invitarci ad andare al mare. Ma con l’aggravante di aver appesantito le casse dello Stato con il costo della nuova consultazione. Circa 400 milioni di euro che, se è vero che il 70% del prelievo fiscale proviene dalle regioni del Nord, peseranno per 280 milioni sui polentoni. E tutto questo per qualche poltrona in più.

Mi si è ammosciato anche a me.

Luca Procaccini

Quel gran rompicoglioni del figlio di Cofferati

Cofferati, quand’era in procinto di scadere dalla carica di Segretario della CGIL, disse che non avrebbe fatto politica e sarebbe tornato alla sua scrivania nella qualità d’impiegato della Pirelli. Non l’hanno visto neanche per un minuto. Infatti, divenne Sindaco della città di Bologna.

Poi, nell’approssimarsi della scadenza del quinquennio amministrativo, Cofferati disse che non si sarebbe ricandidato alla carica di Sindaco della città perché, novello padre, non voleva impegno che lo tenesse lontano dal pargolo. Oggi apprendiamo che è candidato capolista del PD, nel collegio nordovest, al Parlamento Europeo.

Se possiamo escludere che la scelta dell’uomo sia stata dettata dal fatto che fare il Sindaco è un lavoro pesante e mal pagato se rapportato all’incarico del deputato europeo meglio pagato e meno impegnato, la motivazione è una sola. Il figlio di Cofferati deve essere un rompicoglioni nucleare. Altro che Bologna meglio l’espatrio, avrà pensato il cinese.

Luca Procaccini

mercoledì 8 aprile 2009

Dopo il terremoto, Obama come Franceschini

Con l’offerta d’aiuto americana per la ricostruzione in Abruzzo, Obama è come Franceschini. In Abruzzo la devastazione, la tragedia e il lutto. Tutto sotto gli occhi di tutti, e tutti in corsa nella gara di solidarietà. Secondo Libero, l’America di Obama annuncia d’aver stanziato aiuti per 50.000 dollari. L’equivalente di 38.000 euro, meno dei 50.000 euro offerti dalla scalcinata Albania.

Se Libero dice il vero, si tratta di un’elemosina imbarazzante, una somiglianza sconfortante. L’esponente PD americano che appare come l’esponente PD italiano. Inadeguato.

Luca Procaccini

domenica 5 aprile 2009

Smascherato Berlusconi. Oppure Franceschini

Berlusconi dice di Obama, appena eletto Presidente della prima potenza mondiale, che è bello e abbronzato.

Berlusconi, alla riunione dei grandi della Terra, fuori da ogni etichetta e irritando la Regina, invita rumorosamente Obama a farsi la foto ricordo.

Berlusconi, nel corso della celebrazione dei sessant’anni della Nato, lasciando di stucco la Merkel, non segue il protocollo perché impegnato al telefonino.

Secondo Franceschini, Berlusconi fa così perché consapevole di essere alla fine di un ciclo. Questo, ad appena una settima dalla costituzione del Partito della Libertà.

Secondo la maggioranza relativa degli italiani, Berlusconi è un fico semplicemente perché è in grado di dire e fare quel che ne ha voglia, a prescindere da chi ha di fronte.

Secondo la stragrande maggioranza degli italiani, Franceschini il ciclo neanche lo ha aperto.

Luca Procaccini

Deus Ex Machina Fiat Jesus Chrysler. Coi soldi nostri!

In Francia, per fronteggiare la crisi, la Renault ha riportato in patria la produzione della Clio. In Italia, per fronteggiare la crisi, la Fiat ha chiesto incentivi alla rottamazione. Poi, invece di concentrarsi sul Belpaese, via oltreoceano a fare shopping alla Chrysler. Persino Obama ha ringraziato.

In tutto il mondo si guarda in casa propria per evitare il disastro. In Italia si sentono dei Padreterno e vanno a fare speculazioni a migliaia di chilometri di distanza stropicciandosene del volgo da catena di montaggio che rischia la cassa integrazione mentre continuiamo a produrre, per esempio, in Polonia.

Così è la Fiat. “Deus Ex Machina Fiat Jesus Chrysler”, ossia: “il Signore dalla Macchina faccia il figlio Chrysler”. Come al solito con i soldi nostri. Come al solito solo in Italia si continuano a socializzare le perdite e privatizzare gli utili.

Luca Procaccini

venerdì 3 aprile 2009

Una sala del Senato da dedicare al no global morto a Londra? Macché...

Compagni! Tutti compatti e uniti. Dopo Carlo Giuliani un’altra vittima della forza bruta del potere reazionario. Bisogna idealizzare il rivoluzionario buono. Istituiti forum, programmati convegni, indetti scioperi, raccolte le firme, proposta l’intitolazione della sala del Senato.

Attenzione! Trapela la notizia che non v’è colpa delle Forze dell’Ordine, è stato un mancamento.
Non un rivoluzionario in azione, ma un poveraccio che è morto di crepacuore.
Non un martire morto sul campo, ma un pirla cui è venuto il cagotto.
Contrordine compagni! Niente titolazione dell’aula del Senato.

Sandro Sisler

mercoledì 1 aprile 2009

Di Pietro alle Europee. Sangue e panico

Alle Europee c’è lo sbarramento al 4% e tutti i partiti minori si devono preoccupare di raccogliere voti. Così, Rifondazione Comunista fa pace con i Comunisti Italiani e, dopo la scissione perché Diliberto e i suoi volevano partecipare ai fasti del primo governo Prodi, ripagati poi dal secondo Prodi che portava in carrozza i rifondaroli ma lasciava al palo i comunistoidi italiani, nuovamente tutti insieme.

Casini, chiuso a destra, parla come uno di sinistra. Nelle migliori tradizioni democristiane. Ma il campione è Di Pietro. Se serve, fa scorrere anche il sangue. Così candida il filosofo e la hostess "pasionaria", il sindacalista e l’ex senatore DS, il portavoce del movimento umanista e l’avvocato: Gianni Vattimo, Maruska Piredda, Maurizio Zipponi, Pino Arlacchi, Giorgio Schultze e Giovanni Pesce. Sono i nuovi candidati alle elezioni europee con l’Italia dei Valori che Antonio Di Pietro presenta così: "Il nostro programma è scritto con il sangue di queste persone...".

Mormorio tra gli astanti col programma in mano: “Che schifo! Saranno mica infetti?”.

Luca Procaccini